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La danza thailandese

Inviato da ballerina in data 25 agosto 2009 – 11:435 commenti

Post di ballerina

Esperta locale della Thailandia su TripAdvisor

Una delle usanze che non si può non vedere almeno una volta mentre si è in Thailandia è la danza thailandese. Per poterla vedere ci si può recare al National Theater (costo intorno ai 50 Baht) che si trova vicino al National Museum (Thai National Theatre, Rachinee Rd., (Prapinklao Bridge), Pranakorn, Bangkok 10200, Tel: 0-2224-1342) oppure in alcuni ristoranti di medio-alto livello che propongono cucina thailandese. Io ho visto questa danza anche all’Erawan Shrine e mentre cenavo in barca.

Consiste in una danza dai movimenti lenti e precisi dove anche un gesto della mano raffigura un alfabeto che cambia a seconda dell’utilizzo della gamba e del piede. La postura dei danzatori (soprattutto della schiena) è molto rigida. Essa richiede anni e anni di pratica e si incomincia a praticare in giovane età in modo che le braccia e le mani diventino molto flessibili.

… e le danzatrici che tracciano le loro figure nello spazio, si modellano nell’aria vuota come statue ogni volta diverse, catturando la luce con gli anelli sulle dita troppo flesse all’indietro con quelle unghie perlate che così lunghe non esistono… ora ero concentrato soltanto sulla mano di una delle danzatrici; ogni secondo quella mano assumeva una posa diversa e sapeva che ogni posa aveva un suo significato…”- dal libro il Buddha dietro lo steccato.

Esistono varie “forme” di danza. Tra le più conosciute e pratiche c’è il lakhon che si basa su racconti thailandesi della vita di Buddha e su racconti tradizionali locali; il Khon, una forma molto curata di danza, dove i ballerini eseguono movimenti stilizzati e racconta sempre storie tradizionali e il likay, forma più popolare di danza, dove vengono raffigurate storie recenti in stile comico e spesso viene utilizzata come satira politica.

I ruoli principali della danza thai (parlo per quanto riguarda la danza lakhon e khon) sono quattro: la fanciulle, gli uomini, gli orchi (demoni) e le scimmie. Durante la danza è possibile vedere anche le maschere tradizionali che stanno ad indicare i demoni. I costumi, a mio parere soprattutto delle danzatrici, sono bellissimi.

Il costume delle donne è fatto in seta dai colori accesi e sulla spalla sinistra viene messo uno “scialle” che è la parte più decorativa del costume di scena. Indossano anche delle collane, cavigliere e bracciali. In testa spesso indossano una corona alta.

Il costume dell’uomo è più difficile da indossare rispetto a quello delle donne in quanto richiede pieghe attorno al corpo più particolari e più difficili da eseguire. Anche l’uomo usa indossare bracciali e cavigliere e una enorme cintura in seta color oro.

… la musica è, più o meno, la stessa, ripetitiva come i movimenti, complessi arabeschi disegnati agitando braccia, mani e chilometriche unghie finte. C’è addirittura una danza dedicata alle unghie, di cui i thailandesi del nord sono molto fieri e che viene eseguita in occasioni speciali, come cerimonie di benvenuto ad ospiti illustri. Il passare del tempo ha contribuito al cambiamento di qualche particolare. Le ballerine, ormai, sono donne moderne e le unghie lunghe sono un’appendice ingombrante nella vita di tutti i giorni, così preferiscono appiccicare artigli di plastica sulle unghie vere tagliate cortissime… – dal libro “farfalle sul Mekong”.

Le danze possono durare anche più di due ore… per un turista credo sia troppo… però consiglio almeno una decina – ventina di minuti.

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5 commenti »

  •  Alfama scrive:

    Sono appassionata di danze orientali e non perdo occasione per vedere un balletto dovunque si svolga: ristorante, albergo, teatro … conoscere le storie rappresentate e capire almeno un po’ la simbologia dei movimenti sicuramente renderebbe più interessanti e degne di attenzione queste danze spesso vissute dai turisti con una indifferenza o peggio insofferenza immeritate. Brava ballerina per aver sollevato il velo su questo mondo incantato che ancora oggi rappresenta per i popoli orientali un ponte tra passato e presente.

  •  ballerina scrive:

    Ti ringrazio molto alfama.
    Trovo sempre molto interessante capire e conoscere usi e costumi dei paesi del Mondo, quindi ho pensato di aprire questo post per far conoscere a chi visiterà la Thailandia o a chi vuol semplicemente leggere e sapere, una delle usanze più importanti del paese del sorriso!
    Grazie ancora, sempre molto gentile.
    Ciao

  • Laurelin Laurelin scrive:

    Ottimo come sempre il tuo contributo, Ballerina. Io adoro il mondo della musica e della danza, tutto. Credo che molte persone non lo apprezzino proprio perchè non hanno gli strumenti necessari per capirlo. Eppure bastano spesso pochi elementi, come quelli che tu hai fornito, perchè questo meraviglioso spiegarsi dell’esistere acquisisca forma e senso anche per i non addetti ai lavori. Grazie ancora per il tuo nobile sforzo.
    P.S. Spero avrai notato i miei prudenziali “molte persone” e “spesso”, al posto di quel “tutti” e “sempre” che avrei scritto se non avessi seduto proprio davanti a me la mia personale “pietra dello scandalo”: niente e nessuno è mai riuscito a schiodare questo particolare soggetto dalla sua personalissima convinzione che la danza sia stata ideata esclusivamente come uno strumento di tortura per i povero utenti (lui in particolare). Gli sottoporrò anche questa lettura, speriamo in bene.

  • Cocchi69 Cocchi69 scrive:

    Credo che la danza aiuti parecchio a cogliere la diversità culturale di un posto e lo faccia in modo immediato, visivo bypassando la difficoltà della lingua. Se si conosce la lingua d’un luogo, si possono leggere poesie, libri, al limite persino i quotidiani … se no … la danza è un ottimo strumento, non dico per capire …. ma almeno per cogliere la diversità. Ed è quello che di fronte alla danza thai vien da pensare: un “altro” mondo, tutto da scoprire ! Grazie Ballerina !!!

  • Caterina Bedini Balente scrive:

    Grazie anche da parte mia ballerina.
    Per abitudini di studio, analizzo i luoghi che visito sotto una prospettiva completamente diversa da quella da te regalata.
    Sarà l’occasione per guardare con occhi più grandi.

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