Alan Bennett – La sovrana lettrice
Alan Bennett, La sovrana lettrice, casa editrice Adelphi, 95 pagg. .
La scelta di questa settimana ricade su una di quelle letture che definisco da five o’clock tea.
Veloci ma intense, come un dolce goloso trangugiato in due bocconi.
Caldo e rasserenante, come una tazza di tea bollente, scelto e preparato con cura.
Al pari di “Esterhazy” è un racconto lungo, e anche qui viene, in qualche modo, descritto un viaggio.
Quello vero e proprio occupa pochissime pagine.
Mentre la strada che percorrerà a passo spedito la protagonista de “La sovrana lettrice” è quella che ci permette di viaggiare stando tranquillamente in poltrona attraverso i libri.
Quel che ci ritroviamo fra le dita non è un abbaino sempre aperto per far circolare l’aria. E’, al contrario, un portone massiccio che si spalanca di colpo, lasciando di stucco tanto la Sovrana, quanto noi.
Nota di stile: il titolo orginale è “The Uncommon Reader”. L’aggettivo è quello che nel Regno Unito viene utilizzato per indicare i componenti della famiglia Reale. Ed è per questa evidenza inequivocabile che il nome della Regina non viene mai indicato dall’autore.
I primi protagonisti che incrociamo di sfuggita sono gli amatissimi cagnolini corgies che, sfuggiti allo sguardo della blasonata proprietaria, si dirigono come furie in una zona della tenuta nella quale la Sovrana mai ha messo piede.
E’ proprio l’arrivo all’esterno delle cucine di Palazzo che ha l’incontro pronto a sconvolgerle la vita.
Non è una persona.
Non un altro animale.
Ma bensì il camioncino della biblioteca di zona, che da moltissimi anni, ogni due settimane, fa la sua puntata a Buckingham Palace per rifornire nuovi volumi e ritirare quelli letti.
Si avvicina con aria incuriosita, anche se in realtà non è interessata: la lettura è un passatempo che non l’ha mai attratta, trovava addirittura noiose le carte che era costretta a visionare per i suoi impegni.
Ma qui vince il puntiglio: non vuole che alcuno possa pensare di avere un monarca totalmente ignorante in letteratura. Arraffa con grazia ma distrattamente un volume, del quale a malapena legge il titolo, e ritorna al suo alloggio.
E seduta continuava a pensare all’unico incontro umano che l’aveva colpita. Quello con il giovane Norman Seakins: domandandosi senza sosta come mai un addetto alle cucine riversasse tanto interesse per i libri.
Dalle prime pagine, lette superficialmente che ha inizio il suo meraviglioso viaggio.
Di colpo si ritrova ad essere una lettrice più che compulsiva.
E due sono i pensieri che più di tutti l’attanagliano. L’aver sprecato troppi anni senza essersi dedicata a questa meravigliosa attività, con il rammarico di una donna che arrivata agli ottant’anni sa di non avere più tutto il tempo che vorrebbe per conoscere i segreti di tante altre pagine. E poi il risvolto più divertente: l’aver conosciuto dal vero tantissimi degli scrittori che ora le fanno compagnia. Peccato che li avesse incontrati quando non padroneggiava le loro opere: ed ora quelle conversazioni le si ripresentavano vuote e futili come non mai.
Ed era andata così perché all’epoca aveva letto talmente poco di quello che avevano scritto da non avere argomenti; e loro del resto non avevano detto molto che avesse suscitato il suo interesse. Che spreco!
La regina fece l’errore di lamentarsene con Sir Kevin.
«Ma qualcuno l’avrà pure ragguagliata, Maestà?».
«Certamente,» disse la regina «ma ragguagliare non è leggere. Anzi, è l’esatto contrario. Il ragguaglio è succinto, concreto e pertinente. La lettura è disordinata, dispersiva e sempre invitante. Il ragguaglio esaurisce la questione, la lettura la apre».
Più passano i giorni, maggiori diventano la velocità e la scioltezza con le quali ultima i volumi.
Complice di questa irrefrenabile passione è Norman, che viene promosso ad assistente personale della Regina. Compito delicato e prezioso il suo: deve scegliere con estrema cura le letture da proporre, seguendo una sorta di percorso, di fil ruoge che le tenga insieme.
I testi diventano via via più corposi e complessi e quella della Sovrana verso i libri diventa vera e propria bramosia.
Inventa anche un modo a dir poco spassoso per continuare il suo riempitempo anche nelle occasioni ufficiali, ma senza dare troppo nell’occhio.
Da regnante precisa, puntuale e sempre pronta a presenziare gli eventi istituzionali e mondani, tutto il suo staff si ritrova un’anziana signora che salta gli appuntamenti inventandosi un raffreddore improvviso o una stanchezza da smaltire. Man mano che avanza nella sua nuova passione però acquista sicurezza. Ed ecco che i suoi collaboratori hanno a che fare con il nuovo volto di sua Maestà: una donna decisa a far valere le proprie scelte in barba al protocollo.
Tutti sono preoccupati, dal segretario al consorte, e cercano in ogni modo di sabotare questo gorgo nel quale la protagonista è precipitata: volumi che spariscono improvvisamente, casse di libri mai giunte nella casa delle vacanze, il giovane Norman allontanato dallo studio privato della Regina.
Il mio racconto si esaurisce qui.
Lascio a voi il piacere di scoprire come evolverà questo fuoco continuamente alimentato, vivo e dalle fiamme troppo alte per poter essere spento.
Perché ho scelto quest’opera per un forum di viaggi?
I motivi sono due.
L’autore ci fornisce una prospettiva interessante: osservare Londra dal punto di vista della sua cittadina più illustre. Dapprima vediamo con lei i particolari e la storia dei vari ambienti del Palazzo Reale. Alcuni totalmente sconosciuti alla sua vista, altri che mutano la loro destinazione:
“Ma Sua Maestà era anche molto convenzionale, e quando aveva cominciato a leggere aveva ritenuto di doverlo fare, almeno in parte, nel luogo deputato, vale a dire la biblioteca. Ma anche se si chiamava così e le pareti erano tappezzate di libri, era rarissimo che qualcuno vi andasse a leggere. Lì si proclamavano ultimatum, si disegnavano confini, si compilavano libri di preghiere e si decidevano matrimoni, ma per chi volesse raccogliersi a leggere un libro, la biblioteca non era il posto giusto. Non era facile allungare la mano e prendere un libro, nemmeno dai cosiddetti scaffali aperti, che in realtà erano sequestrati dietro grate dorate chiuse a chiave. Il fatto che molti di essi fossero di valore inestimabile costituiva un ulteriore deterrente. No, se proprio si voleva leggere, meglio farlo in un posto non allestito allo scopo. Così la regina si sentì legittimata a tornarsene ai piani superiori. “
Scopriamo con lei gli angoli più nascosti, impariamo ad odiare o amare le persone che le gravitano intorno, dalla cuoca al segretario, passando per un Principe Consorte descritto con acume assoluto. Poi i suoi occhi vagano per la Capitale inglese: dallo stupore nello scoprire quante biblioteche siano presenti sul territorio, all’osservare la folla festante al suo passaggio.
Poi il secondo, e più importante, motivo.
Spalanchiamo di colpo gli occhi insieme a lei sul Mondo che viene raccontato tra le pagine che sta leggendo. Un pianeta che ha visitato spesso di persona, ma che i viaggi istituzionali non le hanno permesso di conoscere fino in fondo. Ma ecco che ritrovano nuova vita ed interesse maggiore se ai ricordi un po’ nebulosi affianca i pensieri che trova fruendo i suoi amati volumi. Così come ha una nuova visione della società britannica contemporanea, grazie alle opere degli scrittori più giovani.
Libretto piccolo, leggero: si legge molto velocemente, ritagliandosi un’oretta tranquilla in poltrona.
Che sia fissa o sia quella di un aereo o un treno che vi accompagna in viaggio.
Non lungo, che copra anche solo il tragitto per portarvi al lavoro.
Perché il segreto di questo racconto è proprio qui: esplorare con più attenzione le meraviglie della città dove viviamo, troppo spesso date per prevedibili.
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