C’era una volta a Cuba: Jorge si sposa
(Nash ci racconta un altro aneddoto sul suo grande amico cubano Jorge Mario, un personaggio da romanzo, che ritroviamo qui in Italia in occasione… del suo matrimonio! La storia è stata originariamente raccontata sul forum di Cuba, dove troverete altri dettagli)
La settimana dopo partiamo per quella cittadina famosa per la nebbia, il riso e le zanzare.
Arriviamo il giorno prima perché dormiamo da loro.
Il cielo è grigio, una leggera nebbiolina ci avvolge da quando abbiamo lasciato Milano e l’asfalto è molto umido quando parcheggiamo davanti al cancello che racchiude la ditta all’ingrosso e i sovrastanti appartamenti della sposa.
Temperatura 2 gradi.
Suoniamo, ci aprono, saliamo le scale ansiosi di vedere il nostro amico avvolto in pellicce, plaids e cappellini di lana, ci apre Lei e ci sorride estatica. Un’ondata di aria caraibica ci viene incontro rombando: i termosifoni sono roventi e la temperatura oscilla dai 33 ai 38 gradi.
Jorge Mario, avvolto in un mini vestitino da camera in seta, sta riempiendo caraffe di ghiaccio e mojitos.
Mi abbraccia e mi mette un bicchiere in mano: guardo la finestra, la pianura bagnata che si estende grigia e monotona fino alle lontane montagne coperte di neve, guardo il suo fiorito mini abitino indossato a pelle (abbronzata) guardo Lei, ex ragazzotta già rassegnata al zitellaggio che ora è mutata in farfalla splendente (beh con zampe corte e kulo basso) che adorante e in perenne orgasmo, svolazza tra di noi e mi chiedo, ci chiediamo: quanto resisterà?
La casa non è molto grande,la gente che va e viene molta, le cose da fare per il matrimonio dell’indomani moltissime.
Ci presentano mamma, papà, zie, zii, fratelli, cugine e amici, tutti orgogliosi per la “scelta” (sic) della novia. Dopo un po’ ci ritiriamo nella camera assegnataci, molto preoccupati che Jorge non scappi durante la notte.
A sera andiamo a mangiare la pizza: noi, gli sposi e un paio di amici.
Jorge ordina una margherita e aggiunge ogni cosa sia possibile aggiungere. Siamo stretti dentro un rettangolo di legno, si parla, si ride, io, Tattoo e Jorge parliamo solo di Cuba e mi viene un groppo alla gola a vederlo lì con un giubbotto stretto tra giubbotti, con la gente che entra alitando nebbia.
Usciamo, la sposa e gli amici camminano avanti, noi tre senza accorgersi ci troviamo soli.
“Jorge ??” fa Tattoo
“Che cossa ?” chiede lui
“Ma sei sicuro? Pensi di resistere qui? Ma sei innamorato davvero?”
“Casso Gavriella, No. Lei si è inamorata. Gavriella all’Avana siamo io, mia madre, mio padre, mio fratello Pancho, sua moglie e i suoi due figli…. mangiamo patate dolci, quele che una volta davamo ai maiali, yucca e beviamo aqua…. Ariva questa e si inamora e vuole sposarmi e mi porta in Italia, casso non mi piace ma sto qua un poco e mando giù soldi, cossa vuoi…”
“Ma sposarla ? Lei lo sa che non sei innamorato?”
“Lei vuole sposare, che mi impota, ah beh no so cossa pensa. Quando litighiamo la prendo e la porto a letto e lei dopo è contenta..”
“Ma come fai a far l’amore?”
“Beh chiudo gli occhi e mi meto a pensare a Mirna, ricordi Mirna? Cosi riesco…”
L’indomani siamo in piazza del Comune. Noi, parenti, amici e soprattutto amiche tutti e specialmente tutte in eccitazione come se partecipassero fisicamente e sentimentalmente alla fortuna della fortunata sposa.
Capannelli di persone chiacchierano, scalpiccii nervosi attraversano la piazza, quando all’improvviso si fa un silenzio totale, gli uccellini roridi di nebbia smettono di cinguettare, la fuliggine si alza e uno squarcio di nuvole fa passare un raggio di sole. Arriva Jorge Mario: in completo bianco, scarpe bianche, panama bianco, pelle abbronzatissima, barba nera, più di un metro e ottanta di cubano con la vita stretta, spalle amplissime.
Le signorine cinguettano estasiate, le zie maledicono gli anni, gli uomini fanno finta di nulla, ma soffrono di lacerante invidia.
Entriamo in Chiesa (eh già in Chiesa) e in breve la novia diventa una Garcia.
Dopo il pranzo Jorge non vuol lasciarci andare, vuole che dormiamo ancora li da lui
“Ho solo voi “ dice a Tatto.
Ma, naturalmente, non si può.
Partiamo che comincia a piovere.
(grazie a jjjohn per la foto, CC License)
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Sono il community manager del sito italiano di
secondo me, il Gufo poteva pubblicare pure l’inizio di questa storia. Hermano, bellissima…
Hai ragione Vanity, pensa che non l’ho neanche visto l’inizio della storia – colpa dell’autore che non linka tra di loro le cose… se non le vede il gufo figuriamoci l’utente casuale distratto! :)
Ecco qui l’inizio della storia
http://www.tripadvisor.it/ShowTopic-g147270-i91-k3232546-C_era_una_volta_a_Cuba_Jorge_in_Italia-Cuba.html